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Bastardilla, Ericailcane, Hitnes - Fin qui ve la posso raccontare

Laboratorio Aperto (ex AEM) Modena

D406 presenta

Bastardilla, Ericailcane, Hitnes
“Hasta ahi les puedo decir”
“Fin qui ve la posso raccontare”

disegni e fotografie del libro (edizione D406, Modo Infoshop, La Fulmine).

Inaugurazione: giovedì 8 ottobre dalle ore 17 
in occasione di DIG Festival, giornalismo investigativo, con interventi di Marco Tobòn e Mauro Mandirioli, presso Laboratorio Aperto ex AEM, via Buon Pastore 43, Modena.

Orari durante DIG Festival (9, 10 e 11 ottobre 2020) dalle 10.00 alle 20.00.

In collaborazione con Cinzia Ascari
Grazie a Marco Molinelli, Giorgio Tavernari, Marcello Pini
Con il patrocinio del Comune di Modena

 

A CHI DIAMO ASCOLTO?

lo stesso sono natura
Lev Tolstoj

L'aspetto più drammatico della crisi ambientale che si sta abbattendo sul pianeta non è quello di aver imboccato un vicolo cieco con tenace testardaggine, la cosa agghiacciante è che si tratta di una strada senza ritorno. Gli ammonimenti sul nostro irreparabile viaggio verso l’arrostimento globale per non parlare dell'etica e della politica che sono già in fiamme- sollecitano una presa di coscienza. Allarmati, climatologi e ambientalisti riflettono sull’esondazione dei fiumi, la deforestazione sfrenata, l'inquinamento delle acque, l’uso indiscriminato di pesticidi, le trasformazioni del paesaggio derivate dallo sfruttamento minerario, le emissioni di CO2 e, di conseguenza, sulle difficoltà di accesso alle risorse vitali, come l'acqua, per intere popolazioni, non solo umane. I motivi per dare retta ai loro eminenti timori non mancano di certo. Secondo loro, e più in fretta di quanto crediamo, l’unica traccia del nostro passaggio su questo mondo saranno dei mari di plastica e i resti di qualche teschio spelacchiato. Ci sono però anche voci altrettanto autorevoli, dotate di un'antica saggezza, che da tempo cercano di richiamare l’attenzione sulle catastrofi climatiche alle quali non abbiamo mai dato ascolto: quelle dei popoli indigeni dell'Amazzonia. I nativi sono al corrente dei cambiamenti climatici perché sono mutati i principi che reggono il loro calendario ecologico, hanno assistito al posticipo della stagione delle piogge, alla migrazione degli uccelli fuori tempo massimo, alla trasformazione dei cicli di risalita del fiume dei pesci, all’anticiparsi della fioritura, alle gelate repentine e alla comparsa imprevista di coleotteri e vermi. I popoli indigeni sanno riconoscere molto bene le alterazioni dell'ambiente e del territorio perché la loro economia e la loro cultura sono organizzate in base alla natura; interagiscono con l'ecosistema amazzonico in cui vivono, lo interpretano e ne fanno parte. Ogni notte, i membri delle comunità che abitano vicino ai fiumi Igarà-paranà, Putumayo, Caquetà, Apaporis, Miriti-Paranà, ecc., si ritrovano nei mambeaderos a parlare dei mutamenti dei fenomeni naturali. Nei loro discorsi s'intrecciano pensieri su diversi argomenti. Parlare del periodo delle piogge significa riflettere sulle malattie stagionali, la migrazione dei pesci e degli uccelli, i cicli di germinazione e maturazione delle piante e di vita e di morte degli animali. Pensare le questioni ecologiche fa parte del loro modo d'intendere i cicli vitali degli esseri e degli organismi che popolano il pianeta. Una visione del mondo che si esprime in un approccio integrale che comprende il clima, il suolo, la vegetazione, gli animali, i virus, il comportamento dei fiumi: un dialogo sulle meraviglie della vita e sulle sue straordinarie implicazioni. Le politiche ecologiche avranno successo solo se potranno contare sulla collaborazione dei popoli indigeni nel ruolo principale di autorità ambientale, perché nessuno è presente sul territorio come loro né possiede le stesse conoscenze sulla natura, gli ecosistemi e le loro dinamiche.

Marco Tobòn

  • ericailcane

    Ericailcane

    Street artist (ma anche illustratore) tra i più misteriosi e apprezzati del nostro Paese, Ericailcane inonda da diversi anni le strade delle città con i suoi murales. Da Bologna ai muri scrostati di mezza Italia, Europa e mondo. Più che un artista un creatore di incubi e sogni sotto forma di animali, esseri favolistici sbucati fuori da un'incisione medioevale e piombati su palazzi fatiscenti e mostri di cemento. Un universo che attinge a piene mani dalla cultura pop per poi rivoltarla come un calzino e generare allegorie viventi della natura, capace di riprendersi lo spazio sottratto con personaggi grotteschi e surreali.

    Ultimamente la sua fama è in forte ascesa e - dopo aver esposto in importanti musei/spazi/iniziative italiane - è stato recentemente adottato anche da Pictures On The Walls, declinazione della mitica galleria londinese Lazarides, madre per artisti quali Banksy, Stanley Donwood e 3D. Ad Illuminati ha presentato estratti dalla sua nuova pubblicazione "Il Buio".

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    Bastardilla

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    Hitnes

Laboratorio Aperto (ex AEM)

Viale Buon Pastore, 43 - 41124 Modena (Modena)